BARRY LYNDON

Riflessioni su attualità, geopolitica, storia e cultura

Il lamento del no-vax ... di L. Castro

 

Solo il mio amico BarryLyndon poteva convincermi a scrivere questa riflessione su un argomento così tosto, che sta mettendo a dura prova il mio fragile equilibrio di siculo emigrato al nord e che sta rischiando di allontanarmi sempre più dal mio atteggiamento d'ironia nei confronti delle difficoltà quotidiane, e dal mio “modus palermitanus” improntato per solito ad una “profonda leggerezza”di vita.

Lo ammetto: mi viene difficile, anche da medico impegnato sul campo, spiegare quello che da qualche tempo sta succedendo attorno a questa terribile e drammatica pandemia virale. Un evento incredibile e imprevedibile che ha cambiato e cambierà per sempre le nostre vite, il nostro modo di vedere le cose e di affrontare il nostro quotidiano. Quello che so è che da oggi nulla sarà più uguale a prima.

Di fronte a questa catastrofe epocale, la mia razionalità e il mio buonsenso cedono quasi il passo, sconfitte davanti a quell'inesplicabile atteggiamento di irrazionale testardaggine e di idealismo sfrenato del cosiddetto "homo no-vax". A scanso di equivoci: uso questo termine "no-vax" per definire tutti quelli che per qualsiasi loro motivo non si sottopongono alla vaccinazione anti COVID-19.

In questo mio articolo, dico subito che simulerò un dialogo con un ideale soggetto no-vax. Sarà un falso dialogo, in realtà, perché volutamente “a senso unico”, senza il contraddittorio della controparte. Nei fatti dunque sarà un monologo. Premetto: mi rifiuto di spendere tempo e fiato per dare spazio a tutte quelle persone che negano la malattia da Covid-19. D'altronde l’ultimo rapporto CENSIS conferma che la madre degli imbecilli è sempre lì, a sfornare figli terrapiattisti… Come diceva il maestro Battiato: “per fortuna il mio razzismo”…

Caro no-vax, ai tempi della ennesima ondata e variante del Sars-COV 2, sempre più persone come te (e non solo) si infettano, si ammalano, si scoprono vulnerabili, stanno male. Molti, per fortuna, hanno sintomi lievi e passeggeri, altri sono costretti alle cure ospedaliere, una piccola parte deve essere sottoposta a cure intensive. L'ultimo report del ministero della Sanità ha numeri impietosi (per te) e incontrovertibili: in Italia, al momento, abbiamo 26 ricoverati “COVID” in terapia intensiva su 100.000 abitanti. 23 sono non vaccinati, 3 vaccinati (per lo più con 2 dosi o senza aver completato il ciclo vaccinale, comunque vaccinati).

Ma tu, imperterrito, giammai ti farai somministrare “il veleno” vaccinale, fermo nelle tue immarcescibili convinzioni prive di fondamento scientifico e, ad oggi, prive anche di qualsiasi logica di Sopravvivenza…ma su questo punto ci torneremo più avanti…alla fine. Anzi, invece di fare un contrito mea culpa, accusi tutti indistintamente: il Governo, i medici, gli scienziati, che tu chiami "quei quattro coglioni che in questi 2 anni non sono riusciti ancora a liberarci da sto ca… di virus” (cit.)…

Vista la mia professione, vorrei spiegarti (so già senza grandi risultati) che “questi quattro coglioni” ti hanno già dato, dopo meno di un anno dall’inizio della Pandemia, un mezzo farmacologico per ridurre la circolazione del virus e per evitare, in quasi il 95% dei casi, la malattia grave, la terapia intensiva…ma tu, sin dall’inizio, ti sei fatto intrigare dalla terapie alternative: dagli “anticorpi monoclonali”…dagli antiretrovirali…dalla candeggina ev, dalle bacche di Gogi e similari…

Ora, permettimi, se non sai manco com’è fatta una cellula umana (figurati un mitocondrio o un ribosoma: ma di cosa stiamo a parlare?), non sai cos’è una cellula B, un linfocita T, l’immunità cellulo-mediata, se il tuo unico titolo di studio è Google 2.0 e master in Wikipedia, su quali basi ti permetti di criticare gli scienziati o i medici, o fare teorie sugli effetti a lungo termine del vaccino ad RNA (???) o farneticare di modificazioni del DNA (!!!) ? Tralascio la storia del 5G e del chip GPS inseriti nel vaccino, che considero un affronto alle umane intelligenze ...

Una piccola postilla: gli anticorpi monoclonali sono di difficile produzione, hanno indicazioni mirate, hanno costi al momento proibitivi e innumerevoli effetti collaterali…ma questo te lo dico perché sono figlio di Big Pharma, e quindi preferisco il vaccino…

Caro no-vax, la conoscenza, la scienza, la medicina NON SONO DEMOCRATICHE! E sparare cazzate non è sinonimo di libertà di espressione...al contrario, penso sia da farabutti e da sciacalli sfruttare una pandemia per il proprio tornaconto politico, economico o di visibilità mediatica (i social da questo punto di vista hanno promosso ed amplificato questa aberrazione)… E a volte, tu stesso sei vittima più o meno consapevole di individui che vedono nella “ribellione no-vax” un’opportunità personale.

Sai, caro no-vax, all’inizio ci chiamavate EROI…bei tempi. Dopo un anno di lotta impari negli ospedali, mesi di lockdown, attività commerciali fallite, migliaia di vite rovinate finanziariamente, psicologicamente e socialmente, vi hanno chiesto di vaccinarvi, di fare voi “gli eroi” (gratuitamente tra l’altro…), non solo per proteggere voi stessi, ma anche per evitare di riempire gli ospedali e le terapie intensive, per evitare di dover posticipare le cure ad altri pazienti non Covid: cardiopatici, tumorali, traumatici, solo per citare quelli con patologie che hanno bisogno di cure immediate, o in tempi brevi, o periodiche. Ma nulla… Cos’è? Paura? Egoismo? Incoscienza? Mancanza di senso civico? Follia? Tutte queste cose insieme? Non so…

E allora avete iniziato a chiamarci SERVI della dittatura sanitaria, quelli che calano la testa al padrone, quelli che non si informano sui canali non controllati dal REGIME, quelli che non sanno curare una “semplice influenza”, e che, anzi, con le loro terapie sbagliate, hanno aumentato (apposta?) la mortalità… Adesso siamo quelli da punire, da prendere a pugni in pronto soccorso, da rincorrere sin sotto casa per minacciarci (quando va bene). Sai, purtroppo, io ci sono stato durante le prime 2 ondate dentro quelle rianimazioni dove combattevamo assieme ai colleghi di PS e delle medicine un nemico nuovo, sconosciuto, subdolo…

Caro no-vax, io c’ero quando abbiamo iniziato ad avere a che fare con le polmoniti interstiziali e una sindrome da insufficienza multi-organo come non ne avevo mai viste (qualche anno di esperienza ce l’ho, visto che non sono proprio di primo pelo …). Ho vissuto anche la drammaticità dell’H1N1, che causava sindromi sì gravi, ma non in così tanti pazienti. Perché il problema non è dato dalla mortalità (bassa) del Covid, ma dai numeri (altissimi) di persone contagiate. Concetti questi a te sconosciuti o intollerabili da capire. Una cosa è vera: la mortalità è davvero bassa. Non come quello stupido virus dell’ebola che uccide velocemente e non da’ scampo… No, caro mio, questo fa benissimo il suo lavoro: ti contagia, sta in incubazione anche 10-14 gg, nella stragrande maggioranza dei casi ti dà sintomi lievi o addirittura “passa asintomatico”, avendo tutto il tempo e i modi per contagiare, replicarsi, variare e, speriamo di no, mutare.

Chi come me ha passato qualche mese della sua vita a studiare (cretino!) Microbiologia, lo ha colpito il fatto che un microorganismo (sia esso virus, batterio, fungo), più semplice è dal punto di vista genetico, più ha la possibilità, la facilità e la velocità di mutare, di variare, di “trasformarsi”, quasi sempre in qualcosa di più pericolo (non sempre, per fortuna); l’esempio è la resistenza agli antibiotici che molti batteri hanno sviluppato in pochi decenni… E un virus è un microorganismo “molto semplice”…E se gli dai la possibilità di replicarsi velocemente, un errore di trascrizione è dietro l’angolo: guarda caso le varianti più diffuse si sono isolate in paesi dove il virus ha avuto più possibilità di replicarsi e velocemente. E non per colpa del vaccino (altra fake news senza senso...Ma tu, prontamente, c’hai creduto!).

Chiedo scusa ai lettori: mi sono dilungato un po’ troppo in argomenti tecnici e noiosi. Tra l’altro inutilmente, visto che il nostro amico no-vax se ne infischia della scienza e delle medicina “tradizionale”: Lui ha le sue certezze, ineluttabili e incontrovertibili. Ti dicevo, caro no-vax, che ad inizio pandemia io c’ero, in prima linea (quanto mi piace “in prima linea”…), quando nemmeno sapevamo contro cosa combattevamo, quando non sapevamo che DPI (dispositivi di protezione individuale) dovevamo o potevamo utilizzare. Grazie ad un nostro impagabile collega, esperto di malattie infettive e con l’esperienza decennale della sua Associazione di Volontari che opera in Africa , ci siamo vestiti “come degli astronauti”.

In effetti le prime volte che si entrava in rianimazione Covid con “lo scafandro”, ci sentivamo un po’ come Neil Armstrong che appoggiava il suo piede per la prima volta sul suolo lunare…noi, come novelli Argonauti /Astronauti entravamo in rianimazione per uscirne dopo 8 ore (se andava bene) o 12 ore…senza fare pipì, per non doverci cambiare (e “sciupare” un equipaggiamento che avrebbe usato il collega o l’infermiere del turno successivo), comunicando con l’esterno con un walkie-talkie, con la ventola dell’aria filtrata che ti entrava nelle orecchie e nel cervello sotto un casco che ti isolava dal nemico virale.

E alla fine di un turno estenuante da un punto di vista fisico ed emotivo e dopo una rapida doccia disinfettante, il momento più doloroso: comunicare con i parenti dei malati Covid. Certo tu adesso pontifichi sul nostro operato (sbagliato, tra l’altro, secondo il tuo punto di vista), ma ti garantisco che non si dimenticano tanto facilmente quei momenti: la paura, l’apprensione, i dubbi, le speranze, trasmesse per telefono dalla moglie, dal marito, dal figlio, dalla figlia di quel paziente che hanno visto entrare da una porta di pronto soccorso e che non rivedranno sino a guarigione avvenuta o, peggio ancora ( e questo accadeva spesso), non rivedranno mai più.

Il Covid, caro no-vax, non concede nemmeno quello che è alla base della Pietas umana: il piangere il proprio caro o il proprio congiunto subito prima e subito dopo la morte…nemmeno quello! Caro no-vax, una domanda mi sorge spontanea: ma come avresti voluto affrontare e tenere sotto controllo una pandemia, evitando i lockdown serrati, tenendo le scuole aperte (speriamo), tenendo aperte attività commerciali e culturali? Come? mi chiedo… La risposta la so già: “di sicuro non con il vaccino!” I motivi?: “I suoi innumerevoli effetti collaterali”… (non commento). E visti gli ultimi numeri (interpretandoli a tuo uso e consumo): “non protegge dall’infezione”, oppure: “stanno dando l’illusione che vaccinandosi possiamo fare tutto quello che vogliamo portando i contagi a numeri mai visti e il caos nel nostro paese”; e infine: “saremo costretti a fare almeno 1.200 dosi”… e via dicendo…

A queste tue rimostranze, oramai stanco e avvilito, rispondo: nessun vaccino protegge dall’infezione. Il vaccino, ascolta bene: TI PROTEGGE DALLA MALATTIA GRAVE, prepara il tuo sistema immunitario a rispondere prontamente e meglio ad una infezione. Protegge dall’infezione se il virus circola poco, ma non è il caso dell’ultima variante, purtroppo. Un vaccino, come qualsiasi altro farmaco che compri con noncuranza oramai su Amazon, non ha il 100% di efficacia e non è privo di effetti collaterali; ma se tutta la popolazione italiana fosse vaccinata, ci dovremmo preoccupare solo del meno del 5% di pazienti “che scappano” all’efficacia del vaccino, o dei soggetti particolarmente fragili e vulnerabili… e invece ci dobbiamo preoccupare e prendere cura anche di te, della tua incomprensibile e incosciente voglia di scegliere a tutti i costi tra la vita e la morte, come in una inutile e rischiosissima roulette russa…

E, visti i numeri attuali, non è così improbabile sentire il rumore dello sparo.

Leoluca Castro

Torino 14 gennaio 2022