BARRY LYNDON

Riflessioni su attualità, geopolitica, storia e cultura

La triste parabola del caimano di G. Giacalone

 

Dopo il Covid l’argomento più trattato e che riempie la nostra testa di chiacchiere da bar e discussioni da talk show é l’imminente elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Assai delle volte sembrano discussioni inutili e sconclusionate, così tanto per parlare di qualcosa in questo periodaccio privo di stimoli. Tranquilli, vi risparmio mie elucubrazioni sui possibili o preferibili candidati.

Ma c’è una vicenda umana, prima ancora che politica o istituzionale, che vorrei farvi notare. È quella di Silvio Berlusconi. Lasciamo perdere ogni ragionamento sul suo curriculum giudiziario, le svariate accuse di reati anche gravi, i numerosi processi, le condanne e le assoluzioni. Già che ci siamo lasciamo perdere perfino ogni giudizio morale sulle sue condotte private, i festini, le gaffes, le barzellette sconce raccontate in publico etc etc. Anzi voglio strafare, dico pure che abbiamo sbagliato in passato ad attaccarlo su questi fronti perché si è finito per rafforzarlo agli occhi di quegli italiani che in fondo alle loro coscienze hanno sognato e idealizzato di essere un po’ criminali e un po’ puttanieri proprio come Berlusconi.

No, voglio parlare di altro riguardo la sua candidatura alla Presidenza della Repubblica. Che lui voglia provarci ci può stare, lo abbiamo sempre capito che è uno ambizioso e non conosce il confine tra inopportunità e decenza. Quindi da parte mia “assoluzione piena” per questa sua fuga in avanti e questo suo personale desiderio proibito. Il problema è un altro ed è ben più grave.

Trovo infatti patetico e meschino che chi gli sta attorno lo assecondi. Inizialmente questo appoggio dei cosiddetti leaders dei partiti del centro destra - Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia - sembrava uno scherzo, una buotade. Ora però si capisce sempre di più che fanno sul serio. Intendiamoci, Berlusconi non ha nessuna possibilità di essere eletto (per fortuna, aggiungo io!) e loro lo sanno. A prescindere da qualunque valutazione non hanno i numeri e non li avranno mai. Quindi dovrebbe essere argomento chiuso. Invece insistono.

Perciò è facile intuire che si tratta di una tattica, usano Berlusconi per ottenere altro. Alzare il prezzo al tavolo delle trattative? Ritagliarsi il ruolo di decision makers per indicare loro il nome del candidato giusto? Raccattare così un minimo di visibilità in tempi di magra? Qualunque sia la strategia a me fa schifo sapere che si usi un poverino di oltre 85 anni, illudendolo e sottoponendolo per l’ennesima volta al publico ludibrio. Ma veramente c’era bisogno di chiudere così male la parabola di Berlusconi?

Ecco, semmai ne avevamo bisogno, questo è il volto di una politica accattona, opportunista, senza scrupoli e miserabile. Non c’è altro da dire o entrare nel merito della discussione sul nome Berlusconi. C’è, semmai, qualcosa di più semplice e chiaro da dire e che nessuno ancora dice: si vergognino i vari Tajani, Salvini e Meloni. Davvero, vergognatevi! Ora che l’ho detto mi sento più sollevato, buongiorno ☀️

Gaspare Giacalone 

Petrosino, 5 gennaio 2021