BARRY LYNDON

Riflessioni su attualità, geopolitica, storia e cultura

Fantasmi (minorenni) sulla rotta balcanica

In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, arriva un nuovo rapporto di Save the Children in cui si denuncia l'indifferenza delle istituzioni europee, troppo spesso colpevoli di chiudere un occhio sulle violenze legate al traffico di minori. A finire sotto la lente d'ingrandimento della potente Ong è il naturale corridoio di sbocco della “rotta balcanica”: quello che, proveniente dalla Slovenia, aggira Trieste e attraversando tutto il nord Italia giunge fino a Ventimiglia, porta d'accesso per la Francia e per il nord Europa.

Il rapporto, intitolato “Nascosto in bella vista. Minori migranti in viaggio (attra)verso l'Europa”, suona l'allarme sui tanti “minori non accompagnati” che si muovono, apparentemente invisibili come fantasmi, attraverso una delle tante strade maledette dello sfruttamento e della disperazione.

Nel solo mese di aprile sono stati intercettati e accolti nel sistema di protezione italiano 107 minori stranieri non accompagnati, entrati in Italia proprio attraverso la rotta balcanica. Nella maggior parte bambini Afghani e Pakistani o provenienti dal più remoto Bangladesh. Le impressioni raccolte per bocca di questi adolescenti testimoniano delle atrocità che spesso sono costretti a subire durante la loro fuga in solitaria: "derubati, picchiati, denudati in Croazia, detenuti e sottoposti a violenze in Bulgaria, prima di arrivare alla frontiera italiana" si legge nel rapporto, "spesso scavalcando a piedi le montagne carsiche oppure abbandonati nelle strade di provincia da passeurs senza scrupoli. Costretti a vivere di stenti e alla mercé di chiunque prometta loro un aiuto per l’attraversamento dei confini". Per essere poi, nel miglior degli scenari, scovati rannicchiati fra le intercapedini di container, roventi d'estate e ghiacciati in inverno, e finire rimpallati come merce guasta e non gradita tra gli Stati membri dell'UE. Come raccontano le incredibili testimonianze raccolte da alcuni attori locali secondo cui, a Mentone in Francia, le autorità locali ricorrerebbero a documenti manomessi che, falsificando la maggiore età  di  questi poveri derelitti, ne autorizzerebbero pertanto il  respingimento verso l'Italia. Il tutto in termini di legge.  Infinito orrore.

No, non sono i macabri scenari dipinti dalle storie dei fratelli Grimm: qui non siamo nella dimensione fantastica dei racconti popolati da troll, creature misteriose, boschi impenetrabili che resero celebri i racconti dei due filologi tedeschi all'inizio dell'Ottocento. Questa è la triste realtà. Un mondo solamente  parallelo al nostro, dove questi scenari da incubo accadono alla luce del sole, dove agenti e poliziotti di frontiera  assistono giornalmente increduli ad una interminabile processione di fantasmi, senza documenti, ne' nome, ne' faccia.  Senza nemmeno la speranza di una voce, per quanto flebile. Il tutto mentre la pandemia, li' fuori impazza, azzerando di fatto il trattato di Schengen,  rendendo sempre piu' ardua la libera circolazione di uomini e merci.   

L’Italia ha adottato, per prima in Europa, una legislazione organica per la  protezione e l'accoglienza  di questi poveri derelitti. Altri stati non ancora. A fine aprile 2021 erano 6.633 le ragazze e i ragazzi stranieri non accompagnati censiti sul territorio italiano, in capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.  Nello stesso mese in 302 si sono allontanati dalle strutture di accoglienza. Sempre ad aprile 2021 gli ingressi registrati in Italia sono stati 453, di cui 149 da sbarchi. Gli altri 304 ingressi sono stati rintracciati sul territorio, con transito dalla rotta balcanica, a piedi o a bordo  di camion. Questi i dati ufficiali ad oggi dei minori non accompagnati anche se, secondo stime degli operatori, il numero complessivo potrebbe essere molto più alto. 

Il tutto nel silenzio assordante delle istituzioni europee. Per chi si fosse illuso che i recenti lavori del consiglio Ue avrebbero portato ad un approfondimento del problema delle rotte, delle strategie per contrastare la tratta di esseri umani, delle risorse da mettere in campo per tutelare in primis le vite umani, affrontando di petto il problema dei minori vaganti, è rimasto ancora una volta deluso. Solo dieci minuti sono stati dedicati al dossier dei migranti in margine del consiglio. Durante il quale sono state approvate sbrigativamente le conclusioni che prevedono un’intesa sulla gestione esterna delle migrazioni e rinviano ancora una volta la discussione dei ricollocamenti.

Chi ha duramente criticato le conclusioni è il presidente del Parlamento Ue David Sassoli che ha commentato come la “dimensione esterna” delle migrazioni è “essenziale”, ma da sola “non basta” per gestire i fenomeni migratori a livello Ue". "Serve una politica comune di immigrazione e asilo al nostro interno“, ha concluso. Il Consiglio “deve fare uno sforzo”, perché “non possiamo continuare a non avere una politica europea” sui ricollocamenti. Quando avviene uno sbarco, succede che “la Commissione telefona” e chiede “chi può prenderne 50, chi può prendere i minori….può essere affidata” la gestione di un fenomeno come “la migrazione ad un meccanismo così volontario? E’ un po’ scandaloso”.

29 giugno 2021